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PD contro No trivelle: perché il Governo mente

referendum trivelle le balle del PD

referendum trivelle le balle del PD

 

 

 

 

Dopo lo scandaloso servizio del TG2 di ieri sul referendum del 17 aprile, oggi apprendiamo che il PD si schiererà per l’astensione. Le versioni ufficiali sono: “Non serve a niente” (copyright, Serracchiani e Guerini). Sostenuta dal PD anche la versione Camusso: “Si perdono migliaia di posti di lavoro”. Giustificazioni che non servono altro che a motivarci ulteriormente a votare Sì il 17 aprile al referendum contro le trivelle.

Referendum contro le trivelle: le balle del PD

I referendum non servono a niente solo se a governare c’è chi li disattende: è accaduto col referendum contro il finanziamento pubblico ai partiti; sta accadendo col referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Viceversa, il referendum ha valore, eccome: secondo l’articolo 75 della Costituzione può servire ad abrogare una legge, cosa che si intende fare col referendum del 17 aprile.

Sui posti di lavoro da guadagnare o da perdere, si potrebbe a lungo disquisire. Estremizzando, si potrebbe arrivare a dire che anche combattere la prostituzione porterebbe a perdere posti di lavoro. E allora? Ma senza ricorrere a iperboli, qualcuno ha fatto la stima di quanti posti di lavoro si creerebbero se Renzi mantenesse la promessa di cui all’immagine che accompagna questo articolo, cioè spingendo le “energie rinnovabili”? Nel mondo ne sono già stati creati 7,7 milioni. E in Italia?

Un’altra questione da non scordare è che, tra diretti e indiretti, gli incentivi complessivi che lo Stato gira ai petrolieri, secondo Legambiente, ammontano a 14,7 miliardi di euro l’anno. Avete idea di quanti siano 14,7 miliardi? Tutti gli anni? E di quanti posti di lavoro avremmo creato incentivando le energie rinnovabili? Ogni anno?

Renzi ha vinto le primarie, a suo tempo, e oggi è Presidente del Consiglio. Non solo non avremo le energie rinnovabili sopra al 50%, ma nemmeno l’acqua pubblica come espressamente dichiarato mediante referendum. Se il PD vuole che il referendum del 17 aprile sia una palese dichiarazione del fatto che i cittadini vogliono che la politica si muova nel verso che esprime a parole, ma che contraddice coi fatti, non ci tireremo indietro.

 

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