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Per amor dell’ENI: pronti a invadere la Libia?

ENI Libia petrolioLa giornata di oggi al Senato va ricordata. Con un abile colpo di mano, il Governo ha anticipato il voto che delega al Governo stesso qualsiasi decisione in campo bellico. Successivamente, per bocca del Ministro Gentiloni, ha annunciato che il Governo non si avventurerà in “missioni inutili e pericolose in Libia“, lasciando intendere che vi si avventurerà, ma in modo utile. Ma, utile per chi?

ENI e i mancati realizzi col petrolio sottocosto

Il senatore Stefano Lucidi del M5S, rispondendo al ministro Gentiloni per mezzo del presidente del Senato, ha espresso: “Chiudo, Presidente, con una citazione del vero ministro degli esteri italiano, ossia l’amministratore delegato Claudio Descalzi (di ENI, ndr). Il 6 aprile 2015 Descalzi ha dichiarato: vedo all’orizzonte il petrolio a 70-80 dollari al barile, ma serve la Libia unita. È questo il vostro grande miraggio.” (fonte, Senato.it)

ENI, in questo periodo l’Italia in Libia ha perso 5 miliardi di commesse a partire dal 2011. La Libia vale più o meno 140 miliardi d’euro nell’immediato e circa quattro volte e mezzo nel caso in cui più stati libici tornino ad esportare come prima della guerra. Questo è quanto.

Mentre discutiamo del prossimo referendum sulle trivelle nell’Adriatico, Inghilterra, Francia e Italia, secondo il senatore Lucidi, che è stato in pratica portavoce di moltissimi, attenti, osservatori, hanno semplicemente il desiderio di spartirsi il petrolio e il gas libico secondo la seguente cartina. Libia spartizione La guerra di invasione è già stata decisa. I ruoli, anche. Il Governo avrà pieni poteri. Il quadro è completo.

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