Crea sito

ILVA: a Taranto diossina 40 volte sopra i limiti

ILVA Taranto

ILVA TarantoTra l’agosto 2013 e febbraio 2015 i valori di diossina rilevati nella città di Taranto, in seguito all’attività dell’ILVA, non sono solo impressionanti nei dati: sono davvero preoccupanti nel modo in cui sono stati trattati.

Chiariamo. L’Autorizzazione Integrata Ambientale cui è sottoposta, prescrive all’ILVA di rilevare, conservare e inviare al Ministero dell’Ambiente i dati relativi a una notevole serie di parametri volti a monitorare l’inquinamento prodotto e riversato nella città che la ospita, Taranto.

Ministro Galletti, risponda!

Nel mese di novembre 2014, il dato più preoccupante: la centralina del quartiere Tamburi, il più vicino all’impianto siderurgico, a fronte di un valore soglia concesso tra i15 e 20 picogrammi, ha registrato un valore medio giornaliero di 791 picogrammi al metro quadro. 40 volte oltre i limiti. Altro momento particolarmente preoccupante si è vissuto a febbraio 2015, 212 picogrammi, contro la media del periodo preso in esame di 56 picogrammi al metro quadrato.

I dati sono certificati dal Politecnico di Torino, che lo scorso 23 dicembre li ha consegnati al Ministero capitanato da Gian Luca Galletti (UdC). Il sito del Ministero ha in verità pubblicato i dati, ma indovinate quali sono stati omessi? Come scoperto da Peacelink, mancano quelli relativi alla diossina. Peacelink ha avviato tutta una serie di iniziative finalizzate a ottenere i dati (pubblici) dal Ministero, finora senza risposta. In una lettera alla Commissione Europea, a cui chiede di intervenire, parla di “genocidio silenzioso”. ARPA è intanto chiamata a confermare i valori contestati. Anche noi attendiamo.

About sapendo 15 Articles
Sapendo, decido

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.





*

Close