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Gentiloni: mare alla Francia, accordo vantaggioso

Paolo Gentiloni mare Francia

Paolo Gentiloni mare Francia
Il ministro Paolo Gentiloni, interrogato in un question time alla Camera, ha indirettamente confermato che esiste quanto meno un tavolo avviato per rivedere i confini delle acque territoriali tra Italia e Francia. La polemica è stata avviata dai pescatori sardi e liguri i quali si sono visti trarre in arresto dalla Polizia francese mentre si recavano nelle solite aree di pesca.

Gentiloni: “Accordo vantaggioso per lo sfruttamento dei giacimenti”

Tra le righe, il ministro ha ammesso che trattative con la Francia sono in corso da sei anni e che gli arresti perpetrati dai francesi sono frutto di un malinteso che merita un risarcimento per i pescatori italiani. In corso, secondo Gentiloni, la raccolta di “eventuali ulteriori valutazioni ed elementi tecnici dal ministero competente per considerare eventuali strumenti integrativi dell’accordo”.

Incalzato dall’onorevole Giorgia Meloni, ha dato a intendere che per i pescatori italiani non si profili nulla di buono. “Il patto con la Francia non solo non cede nulla, ma anzi per la prima volta fissa in modo chiaro le rispettive aree di competenza. L’accordo tutela gli interessi nazionali, prevedendo la concertazione tra Italia e Francia per lo sfruttamento di giacimenti sui fondali a cavallo della linea di delimitazione.”

Da sei anni, dunque, i governi di Italia e Francia si stanno spartendo porzioni di mare: come questo si possa tradurre in un “vantaggio” per il nostro Paese è tutto da vedere. L’assessore regionale ligure alla pesca e all’agricoltura, Stefano Mai, stima che sia a rischio l’operato dei pescatori liguri per almeno un 30%, “pari a non meno di 20 milioni di euro l’anno”.

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