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Finanziamento pubblico ai giornali: grazie Renzi

Renzi, nuovi aiuti a editoria

Renzi, nuovi aiuti a editoriaAbolizione anche del finanziamento pubblico ai giornali, anche se non vedrete mai sui quotidiani questa proposta, chissà perché. Via, subito, grazie”. Matteo Renzi

Ricordate? Matteo Renzi a televisioni unite propagandava tra i suoi primi interventi, qualora fosse diventato Presidente del Consiglio, l’abolizione del finanziamento pubblico ai giornali. Twittandolo, pure, a futura memoria. Il finanziamento pubblico ai giornali non solo non è mai stato abolito, ma con la legge approvata tra ieri e oggi, è notevolmente aumentato.

Finanziamento pubblico ai giornali e sempre minor libertà di stampa

Un fondo di 100 milioni di euro all’anno, nella disponibilità del Ministero dell’Economia, da elargire agli editori amici del Governo, più alcune aggiunte derivanti da voci che dovrebbero indignare non poco. Ad esempio, l’eccedenza che si presume otterremo a bilancio ora che il canone RAI si pagherà in bolletta, doveva servire a permettere alle famiglie in difficoltà di avere assistenza dallo Stato. E invece no: andrà ad alimentare il fondo per gli editori.

E che dire degli sgravi fiscali per chi sui giornali farà pubblicità, con la scusa di aiutare le start up a promuoversi? Avete capito bene: se una delle tante “start up” use a comprare pagine di quotidiani per tenere alto il proprio brand, che so, ENEL, ENI, o TIM, per dire, continueranno a dedicare parte dei loro introiti per pubblicizzarsi sui giornali, avranno sconti, detrazioni e cotillon dallo Stato.

Al di là dell’indecenza di uno Stato che aiuta con i soldi pubblici soggetti che dovrebbero rispondere alla famosa “legge di mercato” (se non vendi chiudi e vai casa) ecco che le multinazionali valuteranno come foraggiare a loro volta i giornali per pagare meno tasse ancora. In tutto questo, lo spettro dell’Europa che già non ha mancato in precedenza di bollare questa anomalia italiana come “Aiuto di Stato“, multandoci. Infine, il finanziamento pubblico ai giornali rimane il principale strumento nelle mani del potere politico di turno per ammansire “il cane da guardia del potere“, sempre più ossequioso. Ovviamente, nessun giornale, se mai parla di questo argomento, farà notare i punti evidenziati in questo post. Hai visto mai dovessimo risalire dal 74° posto in quanto a libertà di stampa.

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Sapendo, decido

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