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Filtro antiparticolato: indagato ministero trasporti

filtro antiparticolato pericoloso

filtro antiparticolato pericoloso
Si chiama Paola Di Nicola, il gip di Roma che potrebbe mettere la parola fine a uno degli scandali ambientali più rilevanti di sempre, quello relativo all’utilizzo del filtro antiparticolato. E’ noto da tempo, infatti, il fatto che il filtro antiparticolato non elimina le polveri sottili: le rende ancora più sottili, invisibili agli strumenti di monitoraggio, ma più pericolose per i cittadini.

Indagati i dirigenti: rifiuto e omissione di atti d’ufficio e inquinamento ambientale

“È di tutta evidenza che lo Stato italiano, rappresentato dagli organi apicali del ministero dei Trasporti, per voluta negligenza ha violato i diritti fondamentali previsti dalla Convenzione europea per i diritti dell’uomo”, scrive Di Nicola nelle sue motivazioni. Tra questi diritti, quello alla salute. E’ infatti il Ministero dei Trasporti a dichiarare idoneo, anzi, obbligatorio, il filtro antiparticolato, nonostante le evidenze. Prodotto costoso per i cittadini, ma anche per le casse dello Stato, quanto mai generoso nell’elargire contributi pubblici, per uno strumento che non migliora affatto la questione polveri sottili.

La bolla esplode perché un’azienda veneta, la Dukic Day Dream, brevetta un sistema innovativo che si dimostra molto più efficace del filtro antiparticolato. Ma, guarda un po’, dal 2008 a oggi non è riuscita a ottenere l’omologazione. Sulla Dukic Day Dream, torneremo con un altro articolo. Concentriamoci ancora un attimo sull’attività del Ministero diretto da Del Rio (non indagato). Sono cinque gli alti dirigenti indagati: Maurizio Vitelli, Vito Di Santo e Alessandro De Grazia e i tecnici Antonio Di Pietrantonio e Paolo Cupini. Le pm umbra, Elisabetta Massini, titolare delle indagini prima che queste venissero trasferite a Roma, ha evidenziato come non solo il Ministero non abbia vietato l’uso del filtro antiparticolato, ma non abbia nemmeno mai segnalato la pericolosità.

A pensare male si commette peccato, ma spesso, in Italia ci si azzecca: i quasi assoluti monopolisti del mercato “fap” (filtro antiparticolato) sono Iveco e Pirelli. Che sia un altro indizio di un Governo al servizio delle solite lobby? Seguici per sapere come va a finire la faccenda.

1 Comment on Filtro antiparticolato: indagato ministero trasporti

  1. Sono pienamente d’accordo conosco le persone indagate per esperienza personale, mi hanno fatto chiudere la mia attività a causa delle loro interpretazioni delle normative , spero che la paghino cara visto che ricoprono un ruolo che richiederebbe più competenza e serietà,leggete per conto vostro questo documento gogglando “fap 6601/2016 e vedete.

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