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Esodati, guardiamoli in faccia (se abbiamo coraggio)

esodati

esodatiGli esodati sono ancora oltre 23.000. Dovremmo sforzarci di far mente locale, stiamo parlando di “persone”. Uomini e donne spesso ultrasessantenni, spesso con 40 anni di contributi versati, che non esistono per il mondo del lavoro, ma, soprattutto, non esistono per lo Stato che in questa condizione li ha posti. Perché, non scordiamolo, ogni esodato, singolarmente, ha versato fino all’ultimo centesimo quanto richiesto per decenni per ritrovarsi la pensione. E lo stesso Stato che ha loro imposto di versare tanto oggi gli nega non un diritto, ma una condizione che si sono acquistati con soldi loro.

Esodati: guardiamoli negli occhi

Potrebbero essere i nostri genitori. O i nostri nonni. O i nostri vicini. Guardiamoli negli occhi, eccitiamo la nostra empatia. Non lo farà la Fornero, l’ideatrice di questa manovra che, nella migliore delle ipotesi, ha tolto a delle vite almeno cinque anni di serenità. Facciamolo noi, restituiamo loro un po’ di dignità e la nostra solidarietà.

Persone. Gli esodati sono persone che da 5 anni attendono che lo Stato che li ha gettati in un baratro, Stato sempre pronto per gli interessi degli amici, dia loro una chance di chiudere in serenità la loro vita. Serenità che si sono comprati lavorando per decenni e che qualcuno, i cui “diritti acquisiti” sono inviolabili, garantisce i propri cancellando quelli altrui.

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