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Effetto Rocchetta: Gualdo Tadino comune depredato

Rocchetta

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Il cerchio pare stringersi attorno alla popolare “Acqua Rocchetta”, alla municipalità di Gualdo Tadino e alla Regione Umbria attori di questa storia lontanissima dalle cronache. Ma andiamo con ordine: qualcuno potrebbe ritenere che la multinazionale avendo un accordo col comune di Gualdo Tadino, avallato dalla Regione Umbria abbi, giusto o sbagliato che sia, il diritto di svolgere il suo business. Tutto vero, non fosse per un dettaglio: il terreno su cui si svolgono le operazioni NON SONO del comune di Gualdo Tadino.

Acqua Rocchetta, storia di un business per pochi a scapito di molti

Avete mai sentito che l’acqua Rocchetta, come molte altri marchi, siano stati multati per pubblicità ingannevole? E che questa storia dell'”Acqua della Salute” con tanto di medici a supporto sia infondata, ragione per cui, dal 2004, Rocchetta continua a essere condannata? No? E’ normale: quando uno spende 50 milioni di euro l’anno in pubblicità può stabilire di cosa si possa parlare e di cosa no. E del fatto che i residente del comune di Gualdo Tadino abbiano a disposizione 8 litri al secondo della loro acqua contro i 20 litri al secondo a disposizione della Co.Ge.di International, la proprietaria dei marchi Rocchetta e Uliveto? Ovvio, no.

Ma la questione in sé, finalmente chiarita dal “Commissario per la liquidazione degli Usi Civici”, ha del clamoroso. Come potete ascoltare nel video sotto riportato con un semplice atto arbitrario, come quello di usare un geometra del comune stesso, il comune di Gualdo Tadino ha assoggettato a sé stesso il territorio pubblico oggetto del contendere, stipulando poi con la Co.Ge.di International diritti di concessione, avallati da un altro organo, la Regioni Umbria, che alle conferenze dei servizi, nonostante le proteste, non ha mai convocato l’unico ente titolato: la Comunanza Agraria dell’Appennino Gualdese. Il tutto, per la fantasmagorica somma di 1.000 € l’anno.

 


Sorvoliamo sui danni ambientali e sui mancati versamenti delle concessioni, nonché sulla sudditanza del comune di Gualdo Tadino e della Regione Umbria manifestata in più occasioni. La questione è tutt’altro che chiusa, avremo modo di riparlarne.

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