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Caffè lungo – Con gli altri

Con gli altri? Dev’essere senz’altro l’età, ormai piuttosto avanzata, a cambiare la percezione delle cose. Io sono stato uno di quelli che venivano definiti “duri e puri” (c’ho le prove, non crediate), le cui convinzioni venivano sostenute da incrollabili motivazioni. Non sto parlando solo della politica: lì è facile continuare a cadere nello stereotipo classificatista che è così confortevole. No, anche in tanti altri campi, i più disparati, vivevo con ardente (sic) passione la difesa dei miei convincimenti, sempre più o meno suffragati da quell’aria di leggera superiorità che ci stava, dài.

Adesso, capiamoci, non sto dicendo che sono profondamente diverso. E non può essere. Certi valori, od almeno quelli che io ritengo tali, sono talmente radicati che vanno in “loop”: facendo parte imprescindibile del mio modo di agire e pensare, nessuno abbia a pretendere che mutino. E’ così per ognuno di voi. Poi c’è quello che si trova sul proprio cammino, giorno per giorno.

Soprattutto persone, con tutto il loro bagaglio, grande o piccolo che sia. Ecco, forse, a volte, arroccarsi per una sorta di intima convinzione di granitica validità d’opinione non porta tutto questo beneficio. Con gli altri, ed intendo tutti gli altri, mi piacerebbe poter discutere con un grado di educazione civica (ma anche politica, sociale e metteteci quello che vi pare) che permetta la crescita di tutti i soggetti. Abituavi, se leggete questi appunti, a tale parola. Ecco, questa sì che non la mollo. Crescere, fino all’ultimo secondo concesso, è imperativo.

Non si può fare a meno di questo, dal mio punto di vista. Tutti i mezzi, soprattutto quello che stiamo usando adesso, la “Rete”, sono veicoli: su questi veicoli ci saliamo noi, ma possono, devono poterci accedere anche gli altri. Quindi si può parlare, o no? Poi ognuno può restare della propria idea, anche rafforzarla (accade quando il tuo interlocutore si comporta da perfetto imbecille e, quindi, ti rafforza), ma metterla in discussione potrebbe essere una bella cosa.

Ecco perchè penso che, nel proseguo, avrò ancora tante difficoltà ad essere uno “pieno” di amici. Non ci si svende, ma se si resta fermi si perde. Penso possa apparire abbastanza chiaro. Un mondo come quello attuale si sta evolvendo in una maniera per cui l’estremizzazione ha degli effetti perlopiù a breve termine e non buoni. Non sto dando “ricette”, ma prendo solo atto del fatto che chiudersi non serve proprio a nessuno.

Faticosa, la storia, ma ogni cosa, nella vita, è faticosa: anche sorridere per forza o far passare se stessi sempre dopo tutti quanti.
Con gli altri, per gli altri e anche contro gli altri, ma sempre disponibili.
Provarci.

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