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Caffè lungo

C’è un’espressione che mi piace ripetere, a volte: “Riuscireste ad incasinare anche una tazza di caffè.”
La trovo adatta a molti dei commenti in cui ci si imbatte durante la navigazione Internet, soprattutto su “Facebook” e ancor di più nei gruppi che si appoggiano a quella piattaforma. In realtà l’argomento del post non ha, spesso, molta importanza. Che sia un aspetto politico legato alla nostra convulsa e confusa Democrazia, o la sfiancante diatriba tra vegetariani e onnivori o al colore della chioma di una presentatrice TV è relativo. Quello che appare evidente è come molto spesso chi vuole dissertare sulla questione riesca non solo ad uscire dal contesto della stessa, ma anche, compito più arduo, ad esprimere delle banalità che a cercarle con un faro non si farebbe una gran fatica.

Prendi un’opera d’arte, per dire: magari una di quelle installazioni multimediali che si innestano su un contesto urbano pre-esistente. Siccome l’arte è un concetto soggettivo, apriamo tutti i cieli alle peggiori banalità, virate sulla piattezza del “non capisco/brutto/bello/soldi buttati.”.

Senza prendere minimamente in considerazione di ponderare un’argomentazione critica o, perlomeno, non proprio sciatta si va avanti a colpi di frasi sgrammaticate e francamente scoranti.

Quelli che, invece, esprimono con efficacia un’opinione, su cui essere o non essere d’accordo, si perdono tra i miasmi di coloro ai quali non par vero di avere 102 (o 105) tasti con cui evidenziare la propria pochezza. E’ una cosa endemica, non controllabile: è giusto che tutti possano scrivere, che chiunque disserti sempre e comunque. Che, poi, aggiungendo gli “emoticon” viene anche più semplice ed immediato.

Non sto difendendo la serietà a tutti i costi, la pesantezza dell’approfondimento obbligatorio. Sto semplicemente prendendo atto che l’uso delle parole può diventare un confuso vaneggiare, volto alla speranza di trovare un qualche personaggio che si esprima nella stessa forma così da sentirsi insieme più convinti.
La forza delle proprie opinioni derubricata a un confuso rumore di fondo.
E avanti.

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