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Amianto nell’acqua: Bologna beve fibre

amianto nell acquedotto di Bologna

amianto nell acquedotto di Bologna
La denuncia, manco a farlo apposta, parte ancora una volta dal Dott. Vito Titore, medico del lavoro presidente di Aea-Associazione esposti amianto: una vita dedicata alla battaglia per l’eliminazione delle tubature in amianto dalla rete idrica e che più volte si è scontrato con enti e amministrazioni, specie nella sua Emilia Romagna.

Amianto nell’acqua: le cifre

Fu uno studio di ARPA Lazio del 2013 a ipotizzare che la rete idrica italiana è costituita, tra l’altro, da 100.000 km di tubature in amianto. Di questi, 1.650 concorrono a servire l’acqua alle case della provincia di Bologna. La polemica è ripartita mercoledì mattina, dopo la seduta di commissione relativa alla presenza di amianto negli acquedotti bolognesi, dove il tecnico del Comune Marco Farina ha rivelato che “su 60 campioni prelevati, il 36% circa è risultato positivo, cioè è stata riscontrata la presenza di fibre fino ad un massimo di circa 20.000 per litro d’acqua”.

Il Dott. Titore accusa Palazzo D’Accursio e Arpa di “aver ripetuto tesi e ‘giustificazioni’ di cui abbiamo documentato la totale infondatezza”. Precisa che gli esami sono condotti con strumenti superati. “L’unica volta che sono stati fatti esami col microscopio Tem”, uno strumento d’avanguardia, “in Emilia-Romagna, a Ravenna, sono state contate fino a 2,5 milioni di fibre”.

Hera, la società di servizi che eroga l’acqua ai cittadini bolognesi e dell’interland, è un altro esempio di società pubblica che guarda con favore agli interessi privati. E’ evidente che le attività necessarie a sostituire le tubazioni in amianto sarebbero un investimento a perdere. E come per ACEA a Roma, gli interessi privati paiono più importanti di quelli dei cittadini.

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