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Tutti gli aiuti alle banche del Governo Renzi

Gli aiuti alle banche dal Governo Renzi

Gli aiuti alle banche dal Governo Renzi

Ha suscitato grandi proteste, specie dal Movimento 5 Stelle, il Decreto Banche, così è stato denominato, che ha ottenuto oggi la fiducia con i voti di PD, ALA e Scelta Civica. A detta di molti osservatori, ad esempio il vicepresidente della Banca di Civitanova e Montecorsaro, Marco Bindelli, che a Matteo Renzi e Ignazio Visco ha recapitato una missiva con tutte le sue perplessità, è solo l’ultimo dei provvedimenti presi dal Governo Renzi a favore degli interessi delle grandi banche. Vediamoli tutti.

Renzi e i favori alle banche

Lasciamo per un attimo da parte l’opportunità che un Governo con Renzi e Boschi, legati a doppio filo con le inchieste su Banca dell’Etruria, si occupino ancora di banche, e consideriamo gli aiuti garantiti dal Governo Renzi in due anni di attività.

7,5 miliardi in regalo: col decreto “IMU-Bankitalia“, la legge che ha innalzato da 156 mila a 7,5 miliardi il valore del capitale sociale di Palazzo Koch, firmata dall’ex ministro Fabrizio Saccomanni, si è fatto un grosso regalo che ha dato respiro a suon di miliardi alle sofferenze bancarie, tutte private.

300 milioni di utili: è questo il dividendo che Bankitalia, privata a tutti gli effetti, stacca in favore degli azionisti (le principali banche private italiane) ogni anno.

Decreto “Destinazione Italia”: si permette di cartolarizzare ogni tipo di debito; anzi, si è imposto alle assicurazioni di usare le risorse per cartolarizzare, rendere cioè “finanza” i debiti a rischio insolvenza creando ulteriori rischi a investitori sprovveduti.

Accorciamento dei tempi sul recupero delle perdite sulle sofferenze: la banca che, come nel caso dell’Etruria, avesse concesso prestiti senza garanzie e non riuscisse a recuperarli, non sarà tassata su quei movimenti.

Il decreto “Banche popolari”: obbligatoriamente devono diventare S.p.A. le banche popolari (guarda caso l’Etruria) che hanno reddito superiore agli 8 miliardi di euro. Evento che ha fatto schizzare le quote dell’Etruria permettendo a qualcuno (ad, esempio all’amico di Renzi, Davide Serra) di guadagnare immediatamente un sacco di quattrini (+66%) prima del commissariamento.

Garanzia sui derivati da parte dello Stato: i derivati sono titoli tossici, cioè, nel settore finanziario, titoli potenzialmente pericolosissimi (vedi, Wikipedia). Non solo lo Stato Italiano ne ha in pancia un bel po’, ma si espone garantendo esso stesso alle banche che, nel caso ne avessero emessi in perdita, questi verrano coperti.

Direttiva BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive) e bail in: la banca va male? I risparmiatori da clienti diventano soci e ripianano con i loro conti correnti e il loro portafoglio le sofferenze della banca.

Decreto “Salva banche”: sono quattro le banche finora che sono state “polverizzate” (Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFe) e con esse gli investimenti di  ignari (la maggior parte) piccoli investitori che credevano che affidando i loro soldi alle loro banche li mettessero al sicuro. Fiducia disattese dal provvedimento del Governo che ha ridotto sul lastrico 130.000 famiglie.

Prestito vitalizio ipotecario: un pensionato che chiedesse un prestito sarebbe tenuto a rimborsare solo gli interessi: la somma prestata sarà rimborsata dagli eredi o, in caso di insolvenza, la banca requisirà, ad esempio, l’immobile ipotecato.

Mutui, la banca giudice requisirà la casa: portate da 7 a 18 le rate, anche non consecutive, non pagate da chi ha contratto un mutuo perché la banca, senza passare da un giudice, possa entrare in possesso dell’abitazione (anche prima casa) della famiglia insolvente.

Decreto “Banche”: l’ultimo provvedimento in ordine cronologico, quello che oggi ha ottenuto la fiducia. La fine delle Banche di Credito Cooperativo, il ripristino dell’anatocismo e cartolarizzazione dei crediti. Non c’è che dire, le banche saranno fierissime del loro Presidente del Consiglio e del loro Governo. Noi, un po’ meno.

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